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Beato Lorenzo Maria Salvi

giugno 12

B. Lorenzo M. Salvi
B. Lorenzo M. Salvi

Il Beato Beato Lorenzo Maria di San Francesco Saverio, al secolo Lorenzo Maria Salvi (Roma, 30 ottobre 1782; † Capranica, 12 giugno 1856) è stato un sacerdote, missionario e taumaturgo italiano, appartenente alla Congregazione della Passione di Gesù Cristo.

Visse nel periodo tormentato della Rivoluzione francese, dell’impero napoleonico, della Restaurazione e del Risorgimento italiano. Spese i suoi anni nel servizio alle comunità e nella predicazione. Diffuse la devozione all’infanzia di Gesù. Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 1 ottobre 1989.

Nacque da Antonio e Marianna Biondi nel Palazzo Carpegna, dove il padre fungeva da amministratore della nobile famiglia. Rimasto orfano ad appena una mese dalla nascita, fu dato a balia a Frascati. Il babbo si risposò ed ebbe dalla nuova moglie altri cinque figli.

In famiglia fu sempre amato ed accolto, senza nessuna differenza con gli altri fratellini, ma solo alla vigilia dell’ordinazione sacerdotale venne a sapere chi fosse la sua vera madre.

Frequentò il Collegio Romano, gestito dai Gesuiti. Ebbe per compagno di studio, tra gli altri, san Gaspare del Bufalo. Ebbe come amico e fu discepolo di Mauro Cappellari, futuro papa Gregorio XVI[1], che era ospite di Palazzo Carpegna.

Ricevette la Cresima a dieci anni nella Basilica Vaticana dal cardinale Henry Stuart , duca di York, Vescovo di Frascati.

A diciotto anni si sentì chiamato alla vita religiosa e sacerdotale, e scelse la congregazione dei passionisti, che univa ad una forte e ritirata vita comunitaria di preghiera anche lo zelo per l’evangelizzazione, svolta soprattutto attraverso le missioni popolari, allora molto in voga nella pastorale parrocchiale, e attraverso gli esercizi spirituali.

Con l’avvento di Napoleone Bonaparte, che annetté all’Impero francese anche lo Stato Pontificio, le congregazioni religiose furono soppresse. Gli ex-religiosi furono obbligati al giuramento di fedeltà all’Imperatore. In caso di rifiuto vi erano l’esilio, a volte la deportazione, e sempre la privazione di qualsiasi mezzo di sussistenza. In tale frangente Lorenzo si rifugiò a Pievetorina, tra le montagne del camerinese, dove era stata una piccola comunità della sua congregazione. Vi stette dal 1811 al 1814, svolgendo la funzione di maestro elementare, senza cessare di esercitare, con discrezione, il suo ministero sacerdotale.

A Pievetorina si ammalò gravemente. Fu guarito dopo una particolare esperienza mistica di Gesù Bambino. Il beato si impegnò con voto a propagarne la devozione. Cosa che fece con zelo inesausto e creativo.

Cadute, con la fine dell’impero napoleonico, le leggi di soppressione, i religiosi poterono tornare nelle loro comunità.

Lorenzo venne eletto superiore in vari ritiri passionisti: Terracina, Monte Argentario, Todi, Sant’Angelo in Vetralla.

Nel 1829 fu scelto come superiore della Casa generalizia dei Santi Giovanni e Paolo a Roma, ed ebbe come vice superiore e fedele collaboratore il beato Domenico Barberi.

Scrisse varie operette sul tema dell’infanzia di Gesù, e fondò anche una pia associazione, che ebbe sede nella basilica di Santa Maria Maggiore.

Con una immagine di Gesù Bambino, che portava sempre con sé, visitava gli ammalati, e a volte questi guarivano; per questo è considerato un taumaturgo, ed è conosciuto non solo a Roma e nel Lazio ma anche nelle regioni limitrofe.

Si spense il 12 giugno 1856 a Capranica (VT), mentre era occupato nell’assistenza di alcuni ammalati che desideravano la sua benedizione ed il suo conforto spirituale.

La salma venne trasportata nella chiesa dei passionisti a Sant’Angelo in Vetralla (VT), dove si trova tuttora, venerata dai fedeli.

Sulla sua tomba l’artista Tito Amodei eresse un monumento di bronzo i cui particolari evidenziano la sua spiritualità incentrata sull’infanzia di Gesù.

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Data:
giugno 12
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