L’abbazia sul mare

L’abbazia di San Giovanni in Venere è tra i più antichi, importanti e interessanti complessi benedettini dell’area abruzzese.

La sua storia più che millenaria è innanzitutto testimonianza diretta di quel grandioso ruolo economico, sociale, culturale (oltre che spirituale), che i monaci benedettini svolsero per tutto il Medioevo. Essa si iscrisse infatti rapidamente, e con posizione preminente, nel quadro di una rete interconnessa di conventi, strategicamente disseminati sui territori dell’Abruzzo e delle regioni circonvicine, che – tramite una produzione diversificata e specializzata (frumento, sale, olio, lana, carni, pesce) – formarono un mirabile sistema ad economia integrata.

Così da San Giovanni in Venere (come da San Liberatore a Maiella, Santa Maria Casanova, Santo Spirito d’Ocre, Santa Maria Arabona, ed altri ancora) i Benedettini trasmisero alle popolazioni abruzzesi un esempio formidabile di capacità, di intraprendenza e di organizzazione, favorendo così lo sviluppo di nuove classi produttive ed imprimendo un impulso fondamentale alla rivoluzione agraria e alla conseguente rinascita demografica. La forza straordinaria di questo ruolo e di questo esempio rivive ancor oggi sublimata nelle linee, nell’impianto, nelle masse, nei sobri decori di questa splendida abbazia che – pur avendo nei secoli subito devastazioni, distruzioni, ricostruzioni, manomissioni, restauri – conserva tuttavia immutata una maestosa bellezza, frutto certamente del connubio tra la splendida collocazione ambientale (alta, isolata sul colle, a dominio incontrastato del sottostante golfo, che da essa prende nome) e la sua intensa spazialità architettonica.

È singolare il fatto che quest’ultima, pur non essendo il frutto di un’idea progettuale unitaria e coesa, ma anzi l’esito di vicende costruttive susseguitesi nell’arco di diversi secoli, ha tuttavia realizzato un risultato conclusivo del tutto coerente e assolutamente convincente; la convivenza armoniosa, virtuosa, di forme romaniche e gotiche, l’integrazione degli apporti molteplici confluiti nella realizzazione della fabbrica, sono dunque la testimonianza più evidente e definitiva del ruolo che l’abbazia svolse nel Medioevo quale luogo di elaborazione e di scambio continui di uomini e di esperienze culturali.

(dalla collana de “Gli Scrigni” edizioni Carsa)